Descrizione
Ingredienti
Certificato Biologico ICEA organismo di controllo autorizzato dal MASAF IT BIO 006. Operatore controllato n. 12329.

Un miele, un territorio
Il Miele di Millefiori biologico è prodotto da Apicoltura San Martino, azienda agricola nata nel 2014 a Borgosesia, in Valsesia. Conduce oggi 150 arnie, dislocate tra montagna, collina e pianura: il millefiori nasce in collina, dal nettare di diverse fioriture, tra cui soprattutto tiglio, rovo selvatico e castagno. L’azienda lavora con metodo biologico fin dagli esordi ed è certificata ICEA dal 2019, a garanzia di un miele senza trattamenti chimici.
Prodotto e confezionato in Via San Martino 4 fraz. Agnona Borgosesia (VC) Italia da Apicoltura San Martino di Merlini Marco
Un gusto, molteplici fioriture
Il miele di millefiori nasce dal nettare di molte specie fiorite raccolte dalle api nello stesso periodo. Ogni raccolto è diverso e racconta la biodiversità del territorio: un miele naturale, che cambia colore e aroma a seconda dei fiori dell’annata.
L’Apicoltura San Martino produce un millefiori di collina, dove le api raccolgono nettare da diverse fioriture, principalmente tiglio, rovo selvatico e castagno, in equilibrio tra dolcezza e carattere.
Il tiglio dona freschezza balsamica, il rovo selvatico porta dolcezza e sfumature fruttate, mentre il castagno aggiunge profondità e quella nota lievemente amarognola che bilancia il resto, senza mai risultare stucchevole.
In sintesi, cosa aspettarsi al cucchiaio.
Un miele equilibrato, versatile e quotidiano, adatto anche ai sapori più delicati.
| Fioriture | Diverse fioriture di collina; principalmente tiglio, rovo selvatico e castagno |
| Colore | Ambrato chiaro |
| Dolcezza | Media: meno dolce dell’acacia, più dolce del castagno in purezza |
| Aroma e gusto | Equilibrato e floreale, con una leggera nota di castagno a dare profondità |
| Cristallizzazione | Tende a cristallizzare nel tempo |
Domande frequenti
Il miele è un alimento non trasformato, composto da un solo ingrediente: per questo la dichiarazione nutrizionale non è obbligatoria e il produttore non fornisce una tabella specifica per questo lotto. A titolo indicativo, secondo le tabelle di composizione CREA – Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione, 100 g di miele apportano mediamente:
| Valori medi indicativi | 100 g | 1 porzione (20 g) |
| Energia | 1270 kJ / 304 kcal | 254 kJ / 61 kcal |
| Grassi di cui acidi grassi saturi | 0 g 0 g | 0 g 0 g |
| Carboidrati di cui zuccheri | 80,3 g 80,3 g | 16,1 g 16,1 g |
| Proteine | 0,6 g | 0,1g |
Una porzione da 20 g corrisponde a circa un cucchiaio. I valori sono indicativi e possono variare in base all’origine floreale e al raccolto: non derivano da un’analisi specifica di questo lotto.
Non esiste un miele migliore in assoluto: dipende dal gusto e dall’uso che se ne fa.
Il miele di acacia, dal nettare della Robinia pseudoacacia, è chiaro, delicato e poco aromatico. Resta liquido a lungo e cristallizza raramente: ideale per dolcificare tè, tisane e caffè senza coprirne il sapore.
Il millefiori nasce invece dal nettare di più fioriture insieme: colore, profumo e gusto cambiano in base al territorio e alla stagione. È generalmente più ricco e aromatico, perfetto sul pane, nello yogurt, con i formaggi o nei dolci.
In sintesi: l’acacia è la scelta pratica per dolcificare, il millefiori per chi cerca un sapore più caratteristico, legato alle fioriture del territorio.
Il miele si conserva a lungo, anche per anni, grazie alla concentrazione di zuccheri e alla scarsa presenza di acqua. La data in etichetta indica il periodo entro cui mantiene al meglio gusto e consistenza; in genere resta buono per 2-3 anni anche dopo l’apertura.
Per conservarlo al meglio: richiudi bene il vasetto, tienilo in luogo fresco e asciutto, lontano da luce e fonti di calore. Usa sempre un cucchiaino pulito e asciutto, evitando che acqua o altri alimenti entrino nel vasetto.
No. Il miele viene estratto a freddo mediante centrifugazione e confezionato senza trattamenti termici: un metodo che ne preserva enzimi, aromi e proprietà nutritive, così come le api lo producono nel favo.
Per questo, con il tempo, può cristallizzare più facilmente rispetto a un miele pastorizzato: è un processo naturale, non un difetto, anzi, è un segno che il prodotto non ha subito alterazioni.
Con il tempo gli zuccheri naturali del miele, in particolare il glucosio, tendono a separarsi dalla parte acquosa e a formare piccoli cristalli: il miele diventa più denso, cremoso o granuloso. È un fenomeno naturale, non un difetto, anzi, in questa varietà è un segno che il miele non ha subìto trattamenti che ne rallentano la cristallizzazione.
Il millefiori cristallizza più facilmente di acacia, castagno o melata, che restano liquidi più a lungo. Per farlo tornare fluido, scalda il vasetto a bagnomaria in acqua tiepida, senza superare i 40°C: evita acqua bollente, fuoco diretto e microonde, che possono comprometterne aroma e qualità.
Entrambi apportano soprattutto zuccheri semplici, ma il miele contiene anche acqua, sali minerali, vitamine ed enzimi in piccole quantità, che gli danno un gusto più ricco.
Ha un potere dolcificante maggiore: bastano circa 70-75 g di miele al posto di 100 g di zucchero. Nei dolci da forno, riduci leggermente gli altri liquidi della ricetta e abbassa la temperatura del forno di 10-15°C, perché il miele contiene acqua e tende a colorire più in fretta.
Sì, in gravidanza e allattamento il miele può far parte di un’alimentazione equilibrata, senza eccedere nelle quantità.
Non va invece dato ai bambini sotto i 12 mesi, nemmeno in tisane o alimenti, perché può contenere spore di Clostridium botulinum, responsabili del botulismo infantile. Dopo il primo anno può essere introdotto normalmente, tenendo conto del suo contenuto di zuccheri.
Cosa lo rende speciale
Dietro c’è un territorio, un metodo e un raccolto diverso ogni anno.
Dalla colazione al tagliere, un miele da scoprire
Il miele millefiori nasce dalle diverse fioriture di collina, tra tiglio, rovo selvatico e castagno: aromatico, equilibrato e versatile, da gustare ogni giorno negli abbinamenti dolci e salati.
Chi c’è dietro questo vasetto
Ogni estate aspettavo di andare dai nonni in campagna: la cucina piena di voci, il pane appena sfornato, l’olio nuovo e le conserve allineate in dispensa come piccoli tesori. Così è nata Bottega Le Macine: per tenere vivo quello sguardo di quando ero bambina e portare la stessa cura di allora nei vasetti che trovi qui oggi.
Nadia e Manuela
Titolari di Bottega Le Macine















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