Frutta, zuccheri e ingredienti nelle marmellate: analisi di mercato

Diverse marmellate in ciotole con fragole, mirtilli e frutta fresca su sfondo chiaro

In sintesi

I risultati dell’analisi di mercato


Dietro l’ampia scelta di marmellate presenti sugli scaffali della grande distribuzione, esistono schemi produttivi che tendono a ripetersi. Questa analisi nasce per andare oltre l’etichetta e osservare da vicino come sono realmente composte: quanta frutta contengono, quanto zucchero è presente e quali ingredienti vengono utilizzati più frequentemente.

Attraverso i dati raccolti, emerge una fotografia chiara del mercato, fatta di valori ricorrenti, standard produttivi e alcune differenze meno evidenti di quanto si possa pensare.

Prima di entrare nell’analisi, è utile chiarire cosa si intende per marmellata. Anche se nel linguaggio comune il termine viene spesso utilizzato per indicare tutte le preparazioni a base di frutta, per definizione la marmellata è una preparazione a base di agrumi e, secondo la normativa, deve contenere almeno il 20% di frutta. Se vuoi approfondire, puoi leggere la guida completa sulla differenza tra marmellata, confettura e composta.

Infografica sulla composizione delle marmellate: 40% frutta (40–44 g per 100 g) e 60% zuccheri aggiunti e altri ingredienti.

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Composizione media indicativa delle marmellate, elaborata a partire dall’analisi delle etichette di un campione di prodotti disponibili nella grande distribuzione (GDO).

I dati riportati derivano dall’analisi delle etichette di un campione rappresentativo di prodotti reperibili nella grande distribuzione (GDO). Per approfondire criteri e modalità di raccolta, consulta il metodo di analisi.

Periodo di rilevazione: dati raccolti dal 01/02/2026 al 01/04/2026.

Composizione e valori medi delle marmellate

L’analisi delle marmellate si basa su un campione selezionato all’interno di un dataset complessivo. Per esigenze di sintesi vengono riportati dati aggregati.


Nota sui dati
I valori di kcal, carboidrati e zuccheri sono tratti dalle tabelle nutrizionali in etichetta (per 100 g di prodotto), mentre il dato relativo alla frutta deriva dalle indicazioni presenti nella lista ingredienti (frutta utilizzata).

Altri dati rilevanti:

Come leggere media e mediana

La media rappresenta il valore medio calcolato sull’insieme dei prodotti analizzati. La mediana, invece, è il valore centrale, ottenuto ordinando i dati dal più basso al più alto.

Il confronto tra questi due indicatori aiuta a interpretare i dati: quando sono vicini, i valori risultano abbastanza uniformi; quando si discostano, segnala la presenza di valori più alti o più bassi che influenzano la media.

Quanta frutta contengono le marmellate?

La quantità di frutta è uno degli indicatori più immediati, ma anche tra i più variabili. Dall’analisi emerge che:

Oltre la metà delle marmellate analizzate si colloca sotto i 40 g di frutta per 100 g, confermando questa fascia come lo standard più diffuso. Le referenze con valori più elevati sono presenti, ma restano una minoranza.

Media e mediana della frutta:

La differenza tra media e mediana evidenzia la presenza di alcuni prodotti con percentuali più elevate, che alzano il valore medio ma non rappresentano la norma. Nel complesso il mercato è fortemente concentrato su livelli medio-bassi di frutta.

Come abbiamo calcolato la quantità di frutta

Per la determinazione della quantità di frutta è stato utilizzato il dato dichiarato in etichetta, rilevato principalmente dalla lista ingredienti ai sensi del QUID (Reg. (UE) n. 1169/2011), nonché dalle eventuali diciture complementari presenti sulla confezione. Nella maggior parte dei casi, tale informazione è espressa come “frutta utilizzata” (es. 40 g per 100 g di prodotto) e rappresenta la quantità di materia prima impiegata nella formulazione per ottenere il prodotto finito.

Quanti zuccheri contengono le marmellate?

I valori sugli zuccheri sono stati ricavati dalla tabella nutrizionale (g per 100 g) e rappresentano il contenuto totale nel prodotto finito, includendo sia quelli naturalmente presenti sia quelli aggiunti. Dall’analisi emerge un quadro piuttosto uniforme:

I valori risultano quindi concentrati nella fascia centrale, tra 50 g e 60 g di zuccheri per 100 g di prodotto.

Media e mediana degli zuccheri:

La vicinanza tra media e mediana indica valori complessivamente allineati tra loro. A differenza della frutta, che mostra una maggiore variabilità, il contenuto di zuccheri risulta più uniforme tra i prodotti analizzati.

Gli zuccheri nei valori nutrizionali

I dati sugli zuccheri utilizzati nell’analisi derivano esclusivamente dai valori dichiarati in etichetta nella tabella nutrizionale (espressi in g per 100 g di prodotto), in conformità al Reg. (UE) n. 1169/2011. Questo valore include:

  • gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta
  • gli zuccheri aggiunti (es. zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio)

Durante la preparazione, una parte dell’acqua evapora e gli zuccheri si concentrano nel prodotto finale; per questo motivo, il valore nutrizionale indica il contenuto totale di zuccheri, senza distinguere tra quelli naturalmente presenti e quelli aggiunti.

Lo zucchero aggiunto come primo ingrediente

Dall’analisi della lista ingredienti emerge un dato significativo: nel 65% dei prodotti lo zucchero compare come primo ingrediente.

Questo indica che, in una quota rilevante delle marmellate analizzate, lo zucchero risulta l’ingrediente prevalente, attorno al quale si costruisce la ricetta.

Pectina nelle marmellate: un ingrediente quasi sempre presente

Circa il 90% delle marmellate contiene pectina. Si tratta di una sostanza naturalmente presente nella frutta con funzione gelificante, che consente al prodotto di assumere la tipica consistenza densa e spalmabile.

Nei prodotti industriali viene generalmente aggiunta come ingrediente, sotto forma di polvere o granuli, ottenuta da materie prime come bucce di agrumi o mele attraverso processi di estrazione e purificazione. L’ampia diffusione della pectina è legata alla necessità di ottenere una consistenza stabile e prevedibile, indipendentemente dal tipo di frutta utilizzata o dal suo grado di maturazione.

Acido citrico nelle marmellate, a cosa serve?

Il 55% delle marmellate contiene acido citrico. Si tratta di una sostanza naturalmente presente nella frutta, utilizzata come correttore di acidità per bilanciare il gusto e favorire la gelificazione del prodotto. Nelle produzioni industriali, viene generalmente ottenuto attraverso processi di fermentazione a partire da zuccheri (ad esempio derivati da mais o melassa), e successivamente purificato per l’uso alimentare.

Le sue principali funzioni sono:

Nei prodotti che non lo impiegano, la regolazione dell’acidità è spesso affidata all’aggiunta di succo di limone, talvolta concentrato, che svolge una funzione analoga.

Quanto è italiana la frutta nelle marmellate?

Per quanto riguarda l’origine della materia prima, dall’analisi emerge che:

Nel complesso si osserva una buona presenza di frutta italiana, affiancata però da una quota ancora significativa di prodotti in cui la provenienza non è specificata.

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