Frutta, zuccheri e ingredienti nelle confetture extra: analisi di mercato

Diverse marmellate in ciotole con fragole, mirtilli e frutta fresca su sfondo chiaro

In sintesi

I risultati dell’analisi di mercato


Dietro l’ampia scelta di confetture extra sugli scaffali della grande distribuzione emergono caratteristiche ricorrenti. Questa analisi nasce per leggere oltre l’etichetta e capire come sono strutturati questi prodotti: quanta frutta contengono realmente, quale ruolo hanno gli zuccheri e quali ingredienti vengono utilizzati con maggiore frequenza.

Dai dati raccolti emerge una fotografia piuttosto chiara del mercato, caratterizzata da valori medi abbastanza stabili, alcune differenze tra i prodotti e una struttura complessiva più omogenea di quanto si possa pensare.

Prima di entrare nel dettaglio, è utile ricordare cosa si intende per confettura extra. Si tratta di una preparazione a base di frutta che, secondo la normativa, deve contenere almeno il 45% di frutta, una percentuale superiore rispetto alle confetture. Se vuoi approfondire le differenze tra le varie categorie, puoi consultare la guida dedicata.

Infografica sulla composizione delle confetture extra: 50% frutta (50–55 g per 100 g) e 50% zuccheri aggiunti e altri ingredienti, con indicazioni su pectina, acido citrico e sciroppo di glucosio-fruttosio.

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Composizione media indicativa delle confetture extra, elaborata a partire dall’analisi delle etichette di un campione di prodotti disponibili nella grande distribuzione (GDO).

I dati riportati derivano dall’analisi delle etichette di un campione rappresentativo di prodotti reperibili nella grande distribuzione (GDO). Per approfondire criteri e modalità di raccolta, consulta il metodo di analisi.

Periodo di rilevazione: dati raccolti dal 01/02/2026 al 01/04/2026.

Composizione e valori medi delle confetture extra

L’analisi delle confetture extra si basa su un campione selezionato all’interno di un dataset complessivo. Per esigenze di sintesi vengono riportati dati aggregati.


Nota sui dati
I valori di kcal, carboidrati e zuccheri sono tratti dalle tabelle nutrizionali in etichetta (per 100 g di prodotto), mentre il dato relativo alla frutta deriva dalle indicazioni presenti nella lista ingredienti (frutta utilizzata).

Altri dati rilevanti:

Come leggere media e mediana

La media rappresenta il valore medio calcolato sull’insieme dei prodotti analizzati. La mediana, invece, è il valore centrale, ottenuto ordinando i dati dal più basso al più alto.

Il confronto tra questi due indicatori aiuta a interpretare i dati: quando sono vicini, i valori risultano abbastanza uniformi; quando si discostano, segnala la presenza di valori più alti o più bassi che influenzano la media.

Quanta frutta contengono le confetture extra?

La quantità di frutta è uno degli elementi distintivi delle confetture extra, anche dal punto di vista normativo. Dall’analisi del campione emerge una distribuzione concentrata su alcune fasce ricorrenti:

La maggior parte dei prodotti si colloca quindi intorno alla fascia 50–55 g per 100 g, che rappresenta il livello più diffuso nel mercato analizzato.

Media e mediana della frutta:

La differenza tra media e mediana evidenzia la presenza di una quota più limitata di prodotti con contenuti di frutta più elevati, che incidono sulla media senza rappresentare la norma.

Nel complesso, le confetture extra mostrano una maggiore presenza di frutta rispetto alle confetture, ma con valori che tendono a concentrarsi in un intervallo abbastanza definito. Le percentuali più elevate restano minoritarie.

Emergono quindi schemi ricorrenti nella distribuzione dei valori, anche all’interno di una categoria percepita come qualitativamente superiore.

Come abbiamo calcolato la quantità di frutta

Per la determinazione della quantità di frutta è stato utilizzato il dato dichiarato in etichetta, rilevato principalmente dalla lista ingredienti ai sensi del QUID (Reg. (UE) n. 1169/2011), nonché dalle eventuali diciture complementari presenti sulla confezione. Nella maggior parte dei casi, tale informazione è espressa come “frutta utilizzata” (es. 50 g per 100 g di prodotto) e rappresenta la quantità di materia prima impiegata nella formulazione per ottenere il prodotto finito.

Quanti zuccheri contengono le confetture extra?

I valori sugli zuccheri derivano dalla tabella nutrizionale (g per 100 g) e rappresentano il contenuto totale nel prodotto finito, includendo sia quelli naturalmente presenti nella frutta sia quelli aggiunti. Dall’analisi emerge una distribuzione piuttosto concentrata:

Nel complesso, la distribuzione risulta compatta, con una prevalenza di valori concentrati nella fascia centrale e pochi casi che si discostano in modo significativo.

Media e mediana degli zuccheri:

La vicinanza tra media e mediana indica una distribuzione piuttosto regolare; la lieve differenza è dovuta alla presenza di alcuni prodotti con valori più elevati, che incidono sulla media senza rappresentare la norma.

Nel complesso, le confetture extra si collocano su valori di zuccheri leggermente inferiori rispetto alle confetture, ma comunque rilevanti nel contesto di un prodotto dolce a base di frutta.

Gli zuccheri nei valori nutrizionali

I dati sugli zuccheri utilizzati nell’analisi derivano esclusivamente dai valori dichiarati in etichetta nella tabella nutrizionale (espressi in g per 100 g di prodotto), in conformità al Reg. (UE) n. 1169/2011. Questo valore include:

  • gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta
  • gli zuccheri aggiunti (es. zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio)

Durante la preparazione, una parte dell’acqua evapora e gli zuccheri si concentrano nel prodotto finale; per questo motivo, il valore nutrizionale indica il contenuto totale di zuccheri, senza distinguere tra quelli naturalmente presenti e quelli aggiunti.

Zucchero aggiunto e sciroppo di glucosio-fruttosio tra gli ingredienti

Dall’analisi delle etichette delle confetture extra emerge una differenza rispetto alle confetture: l’utilizzo dello sciroppo di glucosio-fruttosio risulta meno diffuso, ma ancora presente in una quota non trascurabile di prodotti.

Dall’analisi emerge che lo sciroppo di glucosio-fruttosio è presente nel 32% dei prodotti analizzati.

Questo indica che:

Nel complesso, le confetture extra mostrano un minore ricorso a questo ingrediente rispetto alle confetture, senza però escluderlo completamente.

Cos’è lo sciroppo di glucosio-fruttosio

Lo sciroppo di glucosio-fruttosio è un dolcificante ottenuto dalla trasformazione degli amidi, generalmente derivati dal mais. È composto da una miscela di glucosio e fruttosio in proporzioni variabili. Viene utilizzato nelle produzioni industriali per diverse ragioni:

Nel contesto delle confetture extra, la sua presenza è più limitata rispetto alle confetture standard, ma non assente. La funzione resta sostanzialmente equivalente a quella dello zucchero: apportare dolcezza e contribuire alla struttura del prodotto.

Pectina nelle confetture extra: un ingrediente ricorrente

Un elemento ampiamente diffuso nelle confetture extra è la pectina, impiegata come agente gelificante. La pectina è una sostanza naturalmente presente nella frutta; tuttavia, nelle produzioni industriali viene spesso aggiunta come ingrediente.

Viene ottenuta attraverso processi di estrazione da materie prime vegetali ricche di pectina, come bucce di agrumi e mele, seguiti da fasi di lavorazione e purificazione. L’impiego di pectina permette infatti di ottenere una gelificazione controllata, indipendente dalla tipologia di frutta utilizzata e dal suo grado di maturazione.

Dall’analisi emerge che la pectina è presente nel 94% dei prodotti.

Si tratta quindi di un ingrediente quasi sistematico, che evidenzia un’elevata standardizzazione delle ricette anche nella categoria delle confetture extra.

Acido citrico: regolazione dell’acidità

Accanto alla pectina, un altro ingrediente ricorrente è l’acido citrico, utilizzato come correttore di acidità. Le sue principali funzioni sono:

Dall’analisi emerge che l’acido citrico è presente nel 32% dei prodotti.

L’acido citrico è una sostanza naturalmente presente nella frutta, ma nelle produzioni industriali viene generalmente ottenuto tramite fermentazione a partire da zuccheri (ad esempio derivati da mais o melassa) e successivamente purificato per l’uso alimentare. Nei prodotti che non lo utilizzano, l’acidità viene spesso regolata attraverso l’aggiunta di succo di limone, talvolta concentrato, che svolge una funzione analoga.

Origine della frutta: un dato poco presente

Un aspetto rilevante riguarda la provenienza della materia prima, sempre più centrale per il consumatore ma non sempre esplicitato in etichetta. Dall’analisi emerge che:

Nel complesso, la maggior parte delle confetture extra non fornisce indicazioni sulla provenienza della frutta utilizzata.

Si tratta quindi di un’informazione spesso assente, che limita la trasparenza e rende più difficile valutare la filiera del prodotto. Allo stesso tempo, la presenza – seppur minoritaria – di indicazioni di origine segnala una crescente attenzione verso questo aspetto.

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