Frutta, zuccheri e ingredienti nelle confetture: analisi di mercato

Diverse marmellate in ciotole con fragole, mirtilli e frutta fresca su sfondo chiaro

In sintesi

I risultati dell’analisi di mercato


Dietro l’ampia scelta di confetture presenti sugli scaffali della grande distribuzione, emergono caratteristiche ricorrenti. Questa analisi nasce per andare oltre l’etichetta e osservare da vicino come sono realmente composti questi prodotti: quanta frutta contengono, quanto zucchero è presente e quali ingredienti vengono utilizzati più frequentemente.

Attraverso i dati raccolti, emerge una fotografia chiara del mercato, fatta di valori ricorrenti, standard produttivi e alcune differenze meno evidenti di quanto si possa pensare.

Prima di entrare nel dettaglio, è utile chiarire cosa si intende per confettura. A differenza della marmellata, che riguarda esclusivamente gli agrumi, la confettura è una preparazione a base di altri tipi di frutta e, secondo la normativa, deve contenere almeno il 35% di frutta. Se vuoi approfondire, puoi consultare la guida completa sulla differenza tra marmellata, confettura e composta di frutta.

Infografica sulla composizione delle confetture: 35% frutta (35 g per 100 g) e 65% zuccheri aggiunti e altri ingredienti.

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Composizione media indicativa delle confetture, elaborata a partire dall’analisi delle etichette di un campione di prodotti disponibili nella grande distribuzione (GDO).

I dati riportati derivano dall’analisi delle etichette di un campione rappresentativo di prodotti reperibili nella grande distribuzione (GDO). Per approfondire criteri e modalità di raccolta, consulta il metodo di analisi.

Periodo di rilevazione: dati raccolti dal 01/02/2026 al 01/04/2026.

Composizione e valori medi delle confetture

L’analisi delle confetture si basa su un campione selezionato all’interno di un dataset complessivo. Per esigenze di sintesi vengono riportati dati aggregati.


Nota sui dati
I valori di kcal, carboidrati e zuccheri sono tratti dalle tabelle nutrizionali in etichetta (per 100 g di prodotto), mentre il dato relativo alla frutta deriva dalle indicazioni presenti nella lista ingredienti (frutta utilizzata).

Altri dati rilevanti:

Come leggere media e mediana

La media rappresenta il valore medio calcolato sull’insieme dei prodotti analizzati. La mediana, invece, è il valore centrale, ottenuto ordinando i dati dal più basso al più alto.

Il confronto tra questi due indicatori aiuta a interpretare i dati: quando sono vicini, i valori risultano abbastanza uniformi; quando si discostano, segnala la presenza di valori più alti o più bassi che influenzano la media.

Quanta frutta contengono le confetture?

La quantità di frutta è uno degli indicatori più immediati per comprendere la composizione di una confettura. Dall’analisi emerge che:

La maggior parte delle confetture analizzate si colloca quindi intorno ai 35 g per 100 g, confermando questa fascia come il livello più diffuso nel mercato.

Media e mediana della frutta:

La differenza tra media e mediana evidenzia la presenza di pochi prodotti con percentuali più elevate, che alzano il valore medio ma non rappresentano la norma. Il mercato delle confetture analizzate è fortemente standardizzato, con valori che si concentrano intorno ai 35 g di frutta per 100 g di prodotto.

Nel complesso, le confetture analizzate si collocano su valori in cui la frutta rappresenta circa un terzo della ricetta, mentre la restante parte è costituita prevalentemente da zuccheri aggiunti, in particolare zucchero e sciroppo di glucosio-fruttosio.

Come abbiamo calcolato la quantità di frutta

Per la determinazione della quantità di frutta è stato utilizzato il dato dichiarato in etichetta, rilevato principalmente dalla lista ingredienti ai sensi del QUID (Reg. (UE) n. 1169/2011), nonché dalle eventuali diciture complementari presenti sulla confezione. Nella maggior parte dei casi, tale informazione è espressa come “frutta utilizzata” (es. 35 g per 100 g di prodotto) e rappresenta la quantità di materia prima impiegata nella formulazione per ottenere il prodotto finito.

Quanti zuccheri contengono le confetture?

I valori sugli zuccheri sono stati ricavati dalla tabella nutrizionale (g per 100 g) e rappresentano il contenuto totale nel prodotto finito, includendo sia quelli naturalmente presenti nella frutta sia quelli aggiunti. Dall’analisi emerge un quadro piuttosto omogeneo tra i prodotti:

Media e mediana degli zuccheri:

La vicinanza tra media e mediana indica valori complessivamente allineati tra loro. Nel complesso, le confetture analizzate si collocano intorno ai 49–50 g di zuccheri per 100 g di prodotto.

Gli zuccheri nei valori nutrizionali

I dati sugli zuccheri utilizzati nell’analisi derivano esclusivamente dai valori dichiarati in etichetta nella tabella nutrizionale (espressi in g per 100 g di prodotto), in conformità al Reg. (UE) n. 1169/2011. Questo valore include:

  • gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta
  • gli zuccheri aggiunti (es. zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio)

Durante la preparazione, una parte dell’acqua evapora e gli zuccheri si concentrano nel prodotto finale; per questo motivo, il valore nutrizionale indica il contenuto totale di zuccheri, senza distinguere tra quelli naturalmente presenti e quelli aggiunti.

Lo zucchero aggiunto come (quasi) primo ingrediente

Analizzando le etichette delle confetture emerge un aspetto ricorrente: nel 69% dei prodotti la frutta compare come primo ingrediente, suggerendo che sia la componente principale della ricetta.

Osservando però la lista ingredienti nel suo insieme, accanto alla frutta sono quasi sempre presenti zucchero e sciroppo di glucosio-fruttosio. Pur essendo indicati separatamente, apportano entrambi zuccheri: la loro suddivisione fa sì che ciascun ingrediente, preso singolarmente, abbia un peso inferiore alla frutta, che può così comparire per prima in etichetta.

Nel complesso, però, è la parte zuccherina a pesare di più nella ricetta, anche quando non emerge immediatamente dalla lettura degli ingredienti.

Nel restante 31% dei prodotti, lo sciroppo di glucosio-fruttosio compare direttamente come primo ingrediente, rendendo esplicita una composizione fortemente sbilanciata verso gli zuccheri.

Cos’è lo sciroppo di glucosio-fruttosio

Lo sciroppo di glucosio-fruttosio è un dolcificante ottenuto dalla trasformazione degli amidi, generalmente derivati dal mais. È composto da una miscela di glucosio e fruttosio in proporzioni variabili. Viene utilizzato nelle produzioni industriali per diverse ragioni:

Nel contesto delle confetture, lo sciroppo di glucosio-fruttosio risulta ampiamente diffuso e presente nei prodotti analizzati. La sua funzione è analoga a quella dello zucchero: apportare dolcezza e contribuire alla struttura del prodotto.

Pectina nelle confetture: un ingrediente costante

Un elemento comune a tutti i prodotti analizzati è la presenza della pectina, utilizzata come agente gelificante. La pectina è una sostanza naturalmente presente nella frutta; tuttavia, nelle produzioni industriali viene spesso aggiunta come ingrediente.

Viene ottenuta attraverso processi di estrazione da materie prime vegetali ricche di pectina, come bucce di agrumi e mele, e successivamente lavorata per essere utilizzata nelle formulazioni. Questo consente di ottenere una gelificazione controllata e una consistenza stabile, indipendentemente dal tipo di frutta o dal suo grado di maturazione.

Dall’analisi emerge che la pectina è utilizzata nel 100% dei prodotti, confermandone il ruolo costante nelle formulazioni.

Acido citrico: regolazione dell’acidità

Accanto alla pectina, un altro ingrediente ricorrente è l’acido citrico, talvolta affiancato da correttori di acidità come il citrato di calcio.

L’acido citrico è una sostanza naturalmente presente nella frutta, ma nelle produzioni industriali viene generalmente ottenuto tramite fermentazione a partire da zuccheri e successivamente purificato; i citrati sono composti derivati utilizzati per regolare e stabilizzare l’acidità. Questi ingredienti hanno la funzione di:

Anche in questo caso, si tratta di una scelta tipica delle produzioni industriali, dove è necessario mantenere caratteristiche costanti tra lotti diversi. Dall’analisi emerge che l’acido citrico è utilizzato nel 100% dei prodotti, in alcuni casi in combinazione con altri correttori di acidità.

Origine della frutta: un dato assente

Un aspetto rilevante riguarda l’origine della frutta: nei prodotti analizzati non viene indicata la provenienza della materia prima. Nel 100% dei prodotti l’origine non è dichiarata, rendendo impossibile per il consumatore conoscere la provenienza della frutta utilizzata.

Questo limita la trasparenza e rende più difficile valutare la qualità complessiva del prodotto, soprattutto in un contesto in cui l’origine degli ingredienti assume un ruolo sempre più determinante nelle scelte di acquisto.

Formato e utilizzo: prodotti orientati alla preparazione di dolci

Un elemento significativo riguarda la destinazione d’uso di queste confetture. Analizzando sia il formato sia le diciture presenti in etichetta emerge un’indicazione piuttosto chiara.

I prodotti considerati presentano formati mediamente grandi, compresi tra 600 g e 700 g, superiori rispetto ai vasetti tipici del consumo domestico. Questo suggerisce un utilizzo più frequente e funzionale, legato alla preparazione di ricette. A questa lettura si affiancano le indicazioni riportate in etichetta, dove ricorrono espressioni come “ideale per dolci e torte”, “dolci farciture” o riferimenti espliciti alla pasticceria, che orientano l’uso del prodotto.

Anche la composizione va nella stessa direzione: l’elevato contenuto di zuccheri, insieme alla presenza di ingredienti come lo sciroppo di glucosio-fruttosio, contribuisce a garantire struttura, conservabilità e resa nelle preparazioni.

Nel complesso, le confetture presenti sugli scaffali dei supermercati risultano orientate prevalentemente all’utilizzo in cucina, più che al consumo diretto, dove la qualità della frutta è centrale.

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