Marmellata, Confettura e Composta: Le Differenze da Conoscere

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Marmellata, confettura e composta: le differenze da conoscere

È mattino presto, il profumo del caffè inizia a diffondersi nell’aria e non c’è niente di meglio che accompagnarlo con una colazione semplice ma gustosa. Apri il frigorifero per prendere la tua marmellata preferita alle albicocche e gustarla su una fetta di pane tostato.

Ma… sei sicuro di sapere cosa stai mangiando? Perché forse non lo sai, ma “marmellata” è un termine che spesso usiamo in modo generico, eppure ha un significato ben preciso che riguarda solo un tipo di preparazione a base di agrumi. In questo articolo ti aiuteremo a fare chiarezza sulle differenze tra marmellata, confettura e composta, tre prodotti che spesso confondiamo, ma che in realtà sono molto diversi tra loro.

Le differenze tra marmellata, confettura e composta

Speriamo di fare chiarezza sulle differenze tra marmellata, confettura e composta, per evitare confusioni e permetterti di fare una scelta consapevole quando ti trovi davanti a queste prelibatezze.

In un mondo in cui nemmeno Wikipedia sembra riuscire a definire correttamente queste differenze, ci siamo affidati alla normativa dell’Unione Europea (2001/113/CE) e al Decreto Ministeriale 209 del 27/02/1996. Ecco cosa stabiliscono:

  • Marmellata: Si definisce marmellata un prodotto ottenuto da acqua, zucchero e agrumi, con una percentuale di frutta non inferiore al 20% e con un massimo di 25 additivi.
  • Confettura: La confettura è un prodotto ottenuto da acqua, zucchero e frutta con una percentuale di frutta non inferiore al 35% e con un massimo di 25 additivi.
  • Confettura Extra: Questo prodotto si ottiene da acqua, zucchero e frutta con una percentuale di frutta non inferiore al 45% e con un massimo di 12 additivi.
  • Composta: La composta è un prodotto che contiene acqua, zucchero e frutta, con una percentuale di frutta non inferiore all’80% e con un massimo di 4 additivi (in genere citrati di sodio, citrati di potassio, pectina e cloruro di calcio).

Inoltre, le composte contengono una quantità di frutta nettamente superiore rispetto alle marmellate e alle confetture. È importante leggere bene l’etichetta per distinguere tra i vari tipi di conserve, prestando attenzione soprattutto alla pectina, che può essere di origine vegetale o animale, in base agli ingredienti usati.

Che cos’è la pectina?

La pectina è una sostanza naturale, appartenente alla famiglia dei carboidrati (zuccheri), che si trova principalmente nella frutta e nella verdura, in particolare nelle mele, prugne, agrumi ed uva spina. È un elemento fondamentale per la preparazione di marmellate e conserve, in quanto, a contatto con lo zucchero e una sostanza acida (come il succo di limone), si trasforma in un gel che dà consistenza alle marmellate.

La pectina è ciò che permette alla marmellata di raggiungere la consistenza giusta. La sua concentrazione varia in base alla frutta utilizzata: alcune varietà contengono naturalmente più pectina (come le mele cotogne), mentre altre ne contengono meno, motivo per cui è necessaria l’aggiunta di pectina in polvere o di altri frutti particolarmente ricchi.

La pectina è nociva per il nostro organismo?

Assolutamente no! Anzi, la pectina ha delle interessanti proprietà salutari. Le sue proprietà gelificanti ed emollienti consentono di regolarizzare le funzioni intestinali, contribuendo a rallentare l’assorbimento degli zuccheri nell’intestino e avendo un ruolo importante nella prevenzione di malattie come il diabete di tipo II e l’ipertrigliceridemia.

Inoltre, la pectina è un ottimo farmaco naturale in grado di ridurre e prevenire l’insorgenza di alcune malattie cardiovascolari, come l’aterosclerosi, la cardiopatia ischemica, l’infarto miocardico e l’ictus.

Frutta ricca di pectina: le varietà ideali per marmellate e conserve

La pectina è una componente naturale della frutta, ma la sua concentrazione varia notevolmente a seconda del tipo di frutta utilizzato. Alcuni frutti sono particolarmente ricchi di pectina, il che li rende ideali per la preparazione di marmellate e confetture senza necessità di aggiungere additivi artificiali. Ecco una lista di frutta con una concentrazione elevata di pectina, secondo fonti ufficiali come la FAO e studi di agricoltura specializzata:

  • Agrumi: arance, limoni e pompelmi contengono una buona quantità di pectina sia nella buccia che nella polpa. La buccia, in particolare, è molto ricca di pectina, con concentrazioni che vanno dal 20% al 30% mentre la polpa ne contiene circa 6?10%.
  • Mele (in particolare mele cotogne): le mele contengono una buona quantità di pectina, principalmente nella buccia, con concentrazioni che arrivano al 10?15%. La polpa ha un contenuto più basso, attorno al 3?5%.
  • Prugne: le prugne (in particolare quelle non troppo mature) contengono una buona quantità di pectina, con una concentrazione che varia dal 5% al 10%.
  • Ribes rosso e nero: questi frutti contengono una buona quantità di pectina con concentrazioni che vanno dal 6% al 10%.
  • Uva spina: l’uva spina è un frutto che contiene una concentrazione elevata di pectina, con valori che si aggirano attorno al 5?10%.
  • Pesche e albicocche: sebbene contengano una quantità moderata di pectina (circa 0,5-1,5% nella polpa), la loro combinazione con altri frutti ricchi di pectina, come le mele, consente di ottenere ottime marmellate.

Conclusione

Marmellata, confettura e composta sono tre preparazioni diverse che variano principalmente in base alla quantità di frutta contenuta e agli additivi utilizzati. Imparare a riconoscere le differenze ti aiuterà a scegliere il prodotto giusto per ogni occasione. E la prossima volta che aprirai il barattolo, saprai esattamente cosa stai gustando!

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