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Marmellata, confettura e composta: le differenze da conoscere
È mattino presto, il profumo del caffè inizia a diffondersi nell’aria e non c’è niente di meglio che accompagnarlo con una colazione semplice ma gustosa. Apri il frigorifero per prendere la tua marmellata preferita alle albicocche e gustarla su una fetta di pane tostato.
Ma… sei sicuro di sapere cosa stai mangiando? Perché forse non lo sai, ma “marmellata” è un termine che spesso usiamo in modo generico, eppure ha un significato ben preciso che riguarda solo un tipo di preparazione a base di agrumi. In questo articolo ti aiuteremo a fare chiarezza sulle differenze tra marmellata, confettura e composta, tre prodotti che spesso confondiamo, ma che in realtà sono molto diversi tra loro.
Le differenze tra marmellata, confettura e composta
Speriamo di fare chiarezza sulle differenze tra marmellata, confettura e composta, per evitare confusioni e permetterti di fare una scelta consapevole quando ti trovi davanti a queste prelibatezze.
In un mondo in cui nemmeno Wikipedia sembra riuscire a definire correttamente queste differenze, ci siamo affidati alla normativa dell’Unione Europea (2001/113/CE) e al Decreto Ministeriale 209 del 27/02/1996. Ecco cosa stabiliscono:
Inoltre, le composte contengono una quantità di frutta nettamente superiore rispetto alle marmellate e alle confetture. È importante leggere bene l’etichetta per distinguere tra i vari tipi di conserve, prestando attenzione soprattutto alla pectina, che può essere di origine vegetale o animale, in base agli ingredienti usati.
Che cos’è la pectina?
La pectina è una sostanza naturale, appartenente alla famiglia dei carboidrati (zuccheri), che si trova principalmente nella frutta e nella verdura, in particolare nelle mele, prugne, agrumi ed uva spina. È un elemento fondamentale per la preparazione di marmellate e conserve, in quanto, a contatto con lo zucchero e una sostanza acida (come il succo di limone), si trasforma in un gel che dà consistenza alle marmellate.
La pectina è ciò che permette alla marmellata di raggiungere la consistenza giusta. La sua concentrazione varia in base alla frutta utilizzata: alcune varietà contengono naturalmente più pectina (come le mele cotogne), mentre altre ne contengono meno, motivo per cui è necessaria l’aggiunta di pectina in polvere o di altri frutti particolarmente ricchi.
La pectina è nociva per il nostro organismo?
Assolutamente no! Anzi, la pectina ha delle interessanti proprietà salutari. Le sue proprietà gelificanti ed emollienti consentono di regolarizzare le funzioni intestinali, contribuendo a rallentare l’assorbimento degli zuccheri nell’intestino e avendo un ruolo importante nella prevenzione di malattie come il diabete di tipo II e l’ipertrigliceridemia.
Inoltre, la pectina è un ottimo farmaco naturale in grado di ridurre e prevenire l’insorgenza di alcune malattie cardiovascolari, come l’aterosclerosi, la cardiopatia ischemica, l’infarto miocardico e l’ictus.
Frutta ricca di pectina: le varietà ideali per marmellate e conserve
La pectina è una componente naturale della frutta, ma la sua concentrazione varia notevolmente a seconda del tipo di frutta utilizzato. Alcuni frutti sono particolarmente ricchi di pectina, il che li rende ideali per la preparazione di marmellate e confetture senza necessità di aggiungere additivi artificiali. Ecco una lista di frutta con una concentrazione elevata di pectina, secondo fonti ufficiali come la FAO e studi di agricoltura specializzata:
Conclusione
Marmellata, confettura e composta sono tre preparazioni diverse che variano principalmente in base alla quantità di frutta contenuta e agli additivi utilizzati. Imparare a riconoscere le differenze ti aiuterà a scegliere il prodotto giusto per ogni occasione. E la prossima volta che aprirai il barattolo, saprai esattamente cosa stai gustando!
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